LINEA GUIDA PER LA RINTRACCIABILITA’DELLA FILIERA DEL MAIS NON OGM
Emissione: Maggio 2007
Aggiornamento: Luglio 2008

di Confcooper



La materia della “Sicurezza Alimentare” ampiamente trattata, non solo attraverso la revisione di tutta la normativa del settore già a partire dal 2000 in poi, ma anche attraverso lo studio e l’elaborazione di strumenti e linee guida per promuovere e facilitare l’applicazione dei requisiti da parte di tutti gli operatori del settore, deve anche inevitabilmente diventare componente fondamentale nello studio dei modelli organizzativi delle stesse organizzazioni che costituiscono le filiere agroalimentari.

La rintracciabilità in particolare, come elemento trasversale a tutti i processi aziendali, deve essere implementata con strumenti e procedure che tengano conto di quanto attuato in via ordinaria dagli operatori del settore in modo da renderla efficiente ed efficace per contenere eventuali emergenze sanitarie che tanto invece potrebbero “costare” non solo alle aziende ma all’intero settore alimentare, gravando sul bilancio di ciascuna nazione nonché sulla salute dei consumatori.

Questa linea guida nasce da un progetto di “messa a punto e diffusione di modelli di rintracciabilita’ nella filiera cerealicola zootecnica cooperativa” con l’obiettivo quindi non soltanto di focalizzare i requisiti normativi e volontari da rispettare per garantire la rintracciabilità del mais ma anche con lo scopo di mettere a punto un sistema di rintracciabilità adottabile nel rapporto fra aziende agricole conferenti e cooperative di servizio (macchine e mezzi, essiccazione e stoccaggio) su base multiregionale.

La filiera cooperativa proprio per le sue caratteristiche, trova nella sua natura gli strumenti per gestire la rintracciabilità. I regolamenti di conferimento e la scelta preferenziale di produttori locali per l’approvvigionamento della materia prima, sono normalmente il primo passo di un accordo di filiera orientata inoltre al rispetto dei requisiti per la preservazione di determinate caratteristiche del prodotto (es. Non Ogm).

Appare comunque importante promuovere l’adozione di tali modelli organizzativi presso tutte le strutture di questa filiera che presenta, come le altre cerealicole in genere, alcune specificità che, ai fini della problematica di rintracciabilità, richiedono un approccio particolare. Seppure il prodotto gestito dalla filiera non subisca profonde trasformazioni (aggiunte di ingredienti ecc.), i processi tecnologici e soprattutto le necessità strutturali di stoccaggio delle materie stesse fanno si che l’entità della materia prima che costituisce il lotto di prodotto finito abbia dimensioni inevitabilmente piuttosto ampie rispetto ad altre tipologie di filiere agroalimentari.

Il progetto biennale presentato nel 2004 dal Confcooper, cofinanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, è nato con l’obiettivo principale della messa a punto e diffusione di un sistema di rintracciabilità adottabile nella filiera cooperativa maidicola composta da aziende agricole conferenti e cooperative di servizio (macchine e mezzi, essiccazione e stoccaggio, mangimifici). La filiera maidicola presa a riferimento è costituita da quattro attori principali:

A. la base produttiva rappresentata dalle imprese agricole associate;
B. le cooperative di acquisti collettivi e mezzi tecnici, che possono intervenire sia nella fase preparatoria la produzione, sia nella fase di coltivazione, raccolta e trasporto del prodotto;
C. le cooperative di essiccazione e stoccaggio del prodotto, che di fatto rappresentano l’elemento di snodo fra i produttori primari e i trasformatori;
D. i mangimifici, ove avviene l’utilizzo dei cereali e la preparazione dell’alimento semplice o complesso per gli animali.

In particolare il progetto ha avuto come obiettivo la realizzazione di un modello organizzativo per la gestione della rintracciabilità nella filiera del mais “Non Ogm” tenendo conto dei requisiti necessari per il rispetto della normativa cogente in termini di rintracciabilità degli alimenti e dei mangimi (Reg. 178/2002) e contestualmente dei requisiti dettati da norme volontarie per la certificazione della rintracciabilità della caratteristica “Non Ogm” del mais. Per supportare il modello organizzativo è stato creato anche uno strumento informatico in grado di gestire la banca dati delle partite di prodotto in stoccaggio e la loro rintracciabilità.


Di seguito potete scaricare liberamente 3 documenti messi a disposizione durante l'incontro "Modelli di rintracciabilità nella Filiera cerealicola cooperativa: mais non OGM" (settembre 2008) da Confcooperativa:


Report sull'attività di diffusione dei risultati e dimostrazione sull'applicazione pratica del software
Linee guida per la rintracciabilità della filiera non Ogm
Manuale di gestione del software








 
 

Credits





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